Quella notte la luna era larga, larga come gli occhi che Zia Clotilde faceva quando osservava il mondo, quegli occhi così azzurri in cui ci si poteva perdere se solo si provava a capirli. Aveva la capacità di vedere oltre, di comprendere aspetti della realtà che gli altri non potevano neanche immaginare.
Quella notte la luna era larga e illuminava l’acqua del porto. Zia Clotilde stava là ad aspettare. Aspettava che tornasse il Fondatore: sperava di veder comparire tra l’acqua scura l’ombra di una nave. Dopo tre, quattro ore che aspettava, le luci del porto e quelle delle stelle iniziarono a confondersi, e Clotilde scivolò piano in un sonno profondo.